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Sorriso dall'Albania
5 min di lettura · aggiornato 27/07/2026

Cure dentali all'estero: si possono detrarre in Italia?

Sì, al 19%, ma a tre condizioni precise. Sbagliarne una significa perdere la detrazione, e quasi sempre ci si accorge dell'errore quando è tardi.

Le spese sanitarie sostenute all'estero sono detraibili in Italia come quelle sostenute in Italia: 19% della parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, ai sensi dell'articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Su un lavoro da quattromila euro significa circa 735 euro di imposta in meno. Non è una cifra trascurabile, e va messa nel conto quando confronta i preventivi.

Le condizioni però sono tre, e sono quelle su cui si sbaglia.

1. Il pagamento deve essere tracciabile

È la condizione che fa perdere più detrazioni, ed è recente. Dal 2020 le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con mezzi tracciabili: bonifico, carta di credito o di debito, assegno.

L'eccezione riguarda i medicinali e le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Una clinica privata all'estero non rientra nell'eccezione.

Tradotto: se paga in contanti a Tirana, quella spesa non è detraibile. Nemmeno una parte. Lo decida prima di partire e organizzi il pagamento di conseguenza, perché a lavoro finito non si rimedia.

2. Serve la fattura intestata a lei

La fattura deve riportare i suoi dati e il codice fiscale, la descrizione della prestazione sanitaria e l'importo. Una ricevuta generica non basta.

Se la spesa riguarda un familiare a carico, la fattura va intestata a lui e lei la detrae in quanto tale.

È il motivo per cui, a un certo punto del percorso, le chiediamo il codice fiscale: senza, la fattura non si può intestare correttamente e la detrazione si perde.

3. La documentazione va tradotta in italiano

La documentazione redatta in lingua straniera deve essere accompagnata da traduzione in italiano.

Per i documenti in inglese, francese, tedesco e spagnolo l'Agenzia delle Entrate ammette una traduzione predisposta dal contribuente stesso. Per le altre lingue — e l'albanese è tra queste — è richiesta una traduzione giurata.

È un costo modesto ma va previsto. Chieda alla struttura se emette la fattura anche in una lingua ammessa, o se fornisce assistenza per la traduzione: molte lo fanno, e le risparmiano un passaggio.

Cosa conservare

Fattura originale, prova del pagamento tracciabile, traduzione, e la documentazione clinica che descrive la prestazione. Conservi tutto fino alla scadenza dei termini di accertamento: cinque anni dalla dichiarazione.

Se si avvale del modello precompilato, le spese estere non compaiono automaticamente: le deve inserire lei, perché il sistema tessera sanitaria raccoglie solo le spese sostenute in Italia.

Un avvertimento

Queste informazioni hanno finalità divulgativa e riflettono la normativa vigente alla data di aggiornamento di questa pagina. Non costituiscono consulenza fiscale.

La sua situazione specifica — familiari a carico, capienza dell'imposta, altre detrazioni — va verificata con il suo commercialista o con un centro di assistenza fiscale. Noi ci occupiamo di denti, non di dichiarazioni dei redditi.

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